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giovedì 6 marzo 2014


Una creatività mai scontata, ben lontana dalle collezioni che seguono le tendenze stagionali. Sin dall'inizio del suo percorso individuale stilistico, Mirko G. Di Brandimarte si oppone agli schemi limitati della fashion industry, proponendo una donna femminile che mostra le sue forme attraverso tessuti trasparenti ma allo stesso tempo strong; una guerriera disinvolta nella sua armatura preziosa, risultato di una sapiente artigianalità.
La collezione primavera-estate 2014 trae ispirazione dal movimento artistico-letterario cyberpunk, che pone al centro della propria indagine un corpo non più martoriato come nella precedente Body art, ma mutato, "esteso" dalle protesi e influenzato dagli esiti dell'ingegneria generica e della chirurgia plastica. Alle esperienze cyberpunk degli anni '80 si aggiunge un' altra fonte d'ispirazione dello stilista abruzzese: il secondo capitolo di " Ghost in the shell " manga giapponese di Masamune Shirow in cui si caccia un cyber-criminale che prende il controllo della mente umana. Dal video alla collezione il passo è breve: silhouette e colori che virano dal panna al nero con accenni di argento sono accostati ad abiti non eccessivamente scultorei. Si ripropongono anche in questa stagione i tratti distintivi del brand: l'impiego di trasparenze e di tessuti leggeri e l'uso di frange.
Ecco la campagna pubblicitaria, curata dal fotografo Oskar Cecere. La modella è Anastasia Silveri, l'hair styling è opera di Pier Paolo Lai mentre il make up è firmato Barbara Ciccognani.






martedì 21 gennaio 2014

 
Cosa succede quando due creativi, un fashion designer belga piuttosto avanguardista e un artista anti-minimalista che sperimenta diversi media ( installazioni, sculture, video e collages ) si incontrano? Uniscono le forze per dare vita ad un progetto del tutto inedito, come hanno fatto Raf Simons, noto ai più per le esperienze nelle grandi casi di moda, e Sterling Ruby, tedesco con base in California. La notizia di tale connubio era stata data a dicembre, ma i frutti di questo progetto sono stati visibili il 15 gennaio a Parigi con la presentazione della collezione uomo autunno inverno 2014. Non chiamatela collaborazione però: ovvero la recente tendenza nel fashion system che conduce alla formula delle capsule collection. Il duo piuttosto parla di sintonizzazione mentale; quella di Simons e dell'artista anti-minimalista è un linea di capi maschili interamente progettata insieme. Tant'è vero che per questa stagione il brand è diventato direttamente " Raf Simons/ Sterling Ruby ".
Nonostante gli approcci creativi differenti e stili abbastanza contrastanti, il risultato è stato di grande effetto: silhouette pulite si amalgano armonicamente a fantasie dripping; frammenti di stoffa colorata sono cuciti su capispalla e trench khaki. E poi: disegni di mani, scritte come "father" e "abu lang" ( espressione per "abusive language" ) tracciano il leit motiv della collezione. Evidenti i richiami alla cultura punk anni '80, uno dei temi centrali nella poetica di Ruby. Non passano inosservate le sneakers deformate bianche e nere ai piedi dei modelli. Sfondo della sfilata tenutasi a Place Vendome è un'installazione che fa riferimento all'opera Soft Work. Si tratta di una serie di morbide sculture come cuscini nei colori e nelle forme della bandiera statunitense: provocatoria allegoria di un altro soggetto del lavoro dell'artista, ovvero la stereotipata visione che la società americana ha della casa come luogo protettivo e dei confortevoli oggetti domestici, resi da Ruby mostruosi corpi imponenti e poco rassicuranti.
 
 
 
 

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